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POSTA FIBRENO, C’ERA UNA VOLTA UN LAGO

POSTA FIBRENO, C’ERA UNA VOLTA UN LAGO

di Gian­ni Fab­rizio L’arti­co­lo che di segui­to si pro­pone, pub­bli­ca­to sul numero 6, anno I (giug­no 1971), di Cio­cia­ri­aset­tan­ta, men­sile di attual­ità, cos­tume e folk cio­cia­ro, vuole essere un pen­siero di ricor­do e di affet­to per il Suo autore, Gian­ni Fab­rizio, scom­par­so tre mesi or sono. Un lago. due frazioni, un cen­tro: questo è Pos­ta Fibreno. Ed…

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FONTECHIARI, SPERANZE E VECCHI MERLETTI

FONTECHIARI, SPERANZE E VECCHI MERLETTI

Come un’isola in un immen­so mare di verde ci appare Fontechiari sal­en­do da Casalvieri per una stra­da stret­ta e tor­tu­osa che si las­cia però per­donare per la grade­v­ole fres­cu­ra che benevol­mente con­cede la rigogliosa veg­e­tazione nel tor­ri­do e insop­porta­bile pomerig­gio d’estate. E nell’immenso mare di verde affogano prossi­mi e più remoti clam­orosi episo­di di cui…

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ALVITO, UN VECCHIO SIGNORE DEL BUON TEMPO ANTICO.

ALVITO, UN VECCHIO SIGNORE DEL BUON TEMPO ANTICO.

Il cartel­lo del “ben­venu­to” lo incon­tri, ormai, all’ingresso di ogni paese. E lo incon­tri anche all’ingresso di Alvi­to. Ma quel salu­to, che gen­eral­mente appare un tan­ti­no retori­co, se non pro­prio ipocri­ta, qui ha un sen­so diver­so, più vero, sicu­ra­mente con­sono allo spir­i­to let­terale del­la paro­la. Te ne ren­di con­to subito dopo, quan­do, imboc­ca­to il lungo…

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INVOCHIAMO LA PACE

INVOCHIAMO LA PACE

Era­no tedeschi e amer­i­cani, ingle­si e ital­iani, france­si e canade­si, algeri­ni e neo zelandesi, tunisi­ni ed aus­triaci, maroc­chi­ni e boe­mi, sud africani e lussem­burgh­e­si, aus­traliani e bavare­si, indi­ani e polac­chi, neri maori con gradazione, nel col­ore del­la pelle, dal caf­fe­lat­te all’ebano, nip­po-amer­i­­cani e gurkha, brasil­iani e scozze­si. Rap­p­re­sen­ta­vano, prob­a­bil­mente, i cinque con­ti­nen­ti ed era­no giunti,…

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A PROPOSITO DI MAGNO CIREFICE.

A PROPOSITO DI MAGNO CIREFICE.

Più o meno una venti­na di anni or sono, mi furono donati da un gen­eroso conoscente un paio di mano­scrit­ti, in tut­to una deci­na di fogli del tipo “uso pro­to­col­lo”, nat­u­ral­mente ingial­li­ti dal  tem­po e ver­gati in buona grafia, uno dal tito­lo «Il ‘Cer­vone’. Ser­pen­ti gigan­teschi nel­la Valle di Comi­no» e l’altro, invece, «Ricor­di del brig­an­tag­gio nella…

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A SANT’ELEUTERIO PER GRAZIA RICEVUTA

A SANT’ELEUTERIO PER GRAZIA RICEVUTA

Quel 27 mar­zo 1831 i Decu­ri­oni del Comune di Aquino — Michelan­ge­lo Frat­tale, Gia­co­mo e Andrea Fus­co, Sal­va­tore Di Bel­lis, Celesti­no Di Bran­co, Giuseppe Pela­gal­li, Tom­ma­so ladeco­la e Giuseppe Maz­zarop­pi — era­no riu­ni­ti pres­so la Can­cel­le­ria comu­nale con il Sin­da­co Roc­co Bonan­ni per dis­cutere di argo­men­ti privi di ecces­si­va impor­tan­za allorché si pre­sen­tarono «spon­tanea­mente molti…

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VICALVI. LA PENSIONE E NIENTE PIU

VICALVI. LA PENSIONE E NIENTE PIU

Anche Vicalvi è uno di quei pae­si che scivola dal­la col­li­na. La gente las­cia le case arroc­cate intorno al Castel­lo, sul cocuz­zo­lo di una propag­gine del monte Mar­rone, e si spos­ta sul­la “Sfer­ra­cav­al­li”, la stra­da prin­ci­pale, più per antono­ma­sia che per altro, del­la Valle di Comi­no. Solo che qui a Vicalvi, a dif­feren­za di quanto…

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AQUINO, I «TOGLI’-TOGLI’» .

AQUINO, I «TOGLI’-TOGLI’» .

Nel­la notte del­l’ul­ti­mo del­l’an­no, men­tre il mon­do impazz­isce brin­dan­do alle solite cose che non si avver­eran­no mai, ad Aquino si rin­no­va un rito di anti­ca tradizione, l’u­ni­co forse anco­ra in vita dei tan­ti che, tra­man­datisi di padre in figlio, di gen­er­azione in gen­er­azione, con osse­quioso e qua­si reli­gioso amore, resistono anco­ra oggi ai tem­pi nuovi…

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CASALATTICO. IL TERZO MONDO DIETRO L’ANGOLO

CASALATTICO. IL TERZO MONDO DIETRO L’ANGOLO

La cam­pana suona a martel­lo. Il paese, ada­gia­to su una col­li­na che vien fuori dai con­traf­for­ti del monte Cairo,  a ridos­so del­la spon­da sin­is­tra del Melfa, sem­bra sen­za vita. C’è il tragi­co pre­sup­pos­to che l’Ente Provin­ciale per il Tur­is­mo pos­sa sfruttare l’occasione ed aggiun­gere nelle sue inserzioni pub­blic­i­tarie qual­cosa di nuo­vo e di orig­i­nale da offrire…

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LE FRASCHETTE, LUOGO DI DOLORE

LE FRASCHETTE, LUOGO DI DOLORE

Ma a Frosi­none c’era o non c’era un cam­po di con­cen­tra­men­to? A provo­care il que­si­to fu, nel 1998, un pas­sag­gio di un libro di Arri­go Petac­co pub­bli­ca­to quell’anno, L’archivio seg­re­to di Mus­soli­ni, nel quale l’autore ripor­ta tra vir­go­lette parte di «un lun­go rap­por­to dell’OVRA (Opera Volon­taria di Repres­sione Antifascista, nda) sull’attività polit­i­­ca-eco­nom­i­­ca-amorosa del ger­ar­ca cre­monese» Rober­to Fari­nac­ci. Petac­co scrive che questo rap­por­to «è…

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